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MONTI DELLA TOLFA: Il Sasso della Strega. Magia e Mistero di un luogo.

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Pubblicato da Franco's "F. Spaccia" in Luoghi del mistero · 10 Maggio 2022
Tags: ilsassodellastregaatolfatolfamontidellatolfastreghepiantangeligrascetadeicavallariversol'aldila'oltrelavita
Fu un tardo pomeriggio di primavera che successe per la prima volta in quei luoghi, lasciandomi sconcertato e, in certa misura, anche meravigliato. Da qualche giorno ero presente sui monti della Tolfa, per conoscerli, documentarli e raccontarli in tutte le sue sfaccettature.
Ebbene, avevo da poco lasciato l'auto ai bordi della strada del Marano e mi incamminavo su di un sentiero che un cartello in legno all'inizio ne indicava il nome in" Sentiero dei Ginepri" e infatti notavo la loro presenza sia a destra che a sinistra come a voler rappresentare una sorta di galleria.
La Natura intorno si faceva osservare in ogni aspetto e con  i profumi dei fiori e dei Ginepri rendeva il tutto piacevole nonostante il sentiero  mi costringeva alla massima attenzione a ogni passo.
Di tanto in tanto mi fermavo a riposare e  ad ascoltare i rumori e le melodie del bosco, ha tratti anche voci assai vicine.
Strano, ero solo, ma forse si trattava solo di echi trasportati dal vento, data la natura del luogo, creando fenomeni di voci. Tuttavia la sensazione che provavo era forte, non facevo altro che guardare dietro di me.

Forse ero troppo carico mentalmente, nell'aver visitato giorni prima luoghi ancora oggi avvolti nel mistero, e anche questa volta andavo incontro ad un altra pagina da scrivere alla fine del sentiero dove avrei trovato, un sasso, un grande sasso che localmente chiamano " IL SASSO DELLA STREGA ". Lì avrei iniziato a scrivere nuove pagine, un nuovo capitolo di Storia e di Mistero.
Passo dopo passo vado avanti per quel sentiero che si inerpica sempre di più.
Una strada medievale costruita con pietre locali forse sfruttando una vecchia via di comunicazione Etrusco/Romana.

Mi resi subito conto che calpestavo un antica strada, forse anche per questo, le forti sensazioni di non trovarmi solo, pensando a quante persone la transitassero  nell'antichità, mi chiedevo però, per andare dove? Seppi dopo qualche giorno che in cima trovava luogo un antico tempio Etrusco/Romano chiamato " Grasceta dei Cavallari ". Da dove anticamente si divideva in due tratti che portavano rispettivamente verso monte Cozzone o "Cocozzone" e verso l’antica abbazia di San Michele Arcangelo su Monte Piantangeli (IX-XIV sec.D.C.).

Continuai e d'un tratto fui inondato di luce, la visione si apre dinnanzi a me, vedevo il cielo blu prima coperto in parte dagli alberi, un soffio di vento quasi a schiaffeggiarmi mi invitava a guardare a sinistra, mi girai, davanti a me una zona aperta senza piante caratterizzata da pietra lavica dove svetta una grande roccia solitaria, ero arrivato, avevo di fronte il Sasso della Strega.
Iniziai subito a sentire energia e mentre mi avvicinavo a quel sasso sempre più forte.
Mi guardavo intorno, ero all'interno di un paesaggio lunare, desolato, senza piante, senza vita, i miei piedi si facevano strada tra le pietre laviche.
Ai piedi del Sasso l'energia era forte, molto forte, una specie di seduta di pietra mi invita a sedermi, sentivo il bisogno di rimettere in sesto fisico e cervello.
Da seduto notavo un muro di pietre lungo che divideva la zona in due per poi disperdersi nel bosco in alto.












Da quel giorno, più volte mi recai al Sasso e nei dintorni, come se qualcosa di soprannaturale mi spingesse ad andare lì. Le conclusioni furono che iniziai ad amare il luogo.
Mi trasmetteva sensazioni ed emozioni forti al punto che lo scelsi insieme all'abbazia di Piantangeli come set del mio film " VERSO L'ALDILA'  OLTRE LA VITA " in cui racconto me stesso in un momento particolare della mia Vita.
Il film in quattro episodi di cui tre proprio in zona Sasso della Strega, dove vi sembrerà di essere li insieme a me.

Di seguito vi rimetto il link alla Playlist dei quattro episodi:     Cliccate sulla foto             

Naturalmente sono graditi commenti che se vi va potete farli sia sotto i video su YOUTUBE, che sia qui sotto alla fine dell'articolo in cui è presente come su Facebook lo spazio per commentare e lasciare un like.


Ora come al solito vi rimando all'articolo dello Storico Glauco Stracci per saperne di più.

SSC. Il Sasso della Strega
(Rubrica a cura di Glauco Stracci – SSC)

Il Sasso della Strega, nel comune di Tolfa, origina il suo nome da quella tipica superstizione del XVII secolo italiano, secondo cui le streghe, durante il sabba notturno, erano solite riunirsi intorno a un grande albero o una roccia.

A favorire tale folclore popolare, nel caso nostrano, è stato senz’altro il paesaggio desolato e di aspetto lunare, conseguenza del vulcanismo tolfetano, il più antico del Lazio, avvenuto durante il Pliocene superiore e caratterizzato da ignimbriti e rioliti

quarzotrachitiche. Il fantomatico sasso con la sua piana circostante, altro non sono quindi che un dicco con la restante pavimentazione lavica, mentre geologicamente è l’appendice meridionale di un’area assai più vasta collegata al Monte Sassicari e delimitata dai due rami del fosso della Cava. Attinenti per tradizione popolare sono anche da aggiungere i cosiddetti “sassi scritti” delle streghe, percepiti dagli abitanti come dei misteriosi graffiti con lettere e numeri; studiati

da G. Cola e L. Gasperini, dovrebbero invece rifarsi ai cippi gromatici di epoca tardo romana, se non addirittura longobarda, e l’ipotesi più verosimile li interpreta come termini di confine delimitanti la tenuta dell’abbazia altomedioevale di Piantangeli.

Conosciuto come Poggio della Strega nel XVIII secolo, il luogo fu utilizzato come cava perché la roccia lavica, essendo refrattaria, veniva impiegata nella costruzione dei forni per la cottura dell’alunite.

Tale pietra, che per il luogo angusto era indicata col nome di “ninfero”, in seguito alla nascita del nuovo comune di Allumiere, avvenuta nel 1826, venne impiegata per costruire le mura di confine con Tolfa. I resti di tali mura ancora sono visibili al Sasso della Strega e una simpatica storiella vuole che di notte i giovani di entrambi i paesi, spostassero il muro di confine, reciprocamente, per guadagnare qualche metro di terra, incolpando dell’accaduto il sasso stregato.

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